mercoledì 25 agosto 2010

Lefto, Lefto, righto: Getissimo!!!

No, non è una nuova lingua ma è l'inglese giapponese per dire sinistra e destra. Con una "o" finale in più, che, se messa all'inizio della parola, significa "onorevole". Confesso che deve essere difficile studiare l'inglese per un giapponese ma qui non lo parla quasi nessuno e quando lo parlano è davvero cavernicolo... e non lo dice un mago della lingua anglosassone!
Comunque a forza di onorevoli svolte a destra a sinistra, due nostre frasi giapponesi imparate per fare tenerezza, la loro gentilezza, bhe ormai ci capiamo benissimo e siamo integrati, anzi per ben due volte li abbiamo portati tra mille imbarazzi (loro) a infrangere la rigida professionalità.




GETISSIMO! RIDI TU CHE RIDO ANCH'IO

La seconda volta è proprio di oggi, quando, dopo aver preso due meravigliose paia di Geta da un raro produttore artigiano siamo andati ad acquistare i calzini necessari.
Ah già le Geta! le geta sono i fantastici sandali giapponesi, quelli che fanno un baccano incredibile e che indossava "M'arrabbio" in Kiss me Licia!

Le Geta per essere tali devono essere realizzate da un unico blocco di legno e nei modelli più antichi avevano due assi rialzanti (ma ormai sono in via d'estinzione, tanto che il loro rumore è quello che manca di più agli anziani giapponesi) oppure uno per equilibristi.

Le Geta vanno messe con un calzino particolare, che divide il pollice dalle altre dita. Ecco quindi che ci rechiamo a comprarlo, ma qua succede il fattaccio. La commessa, un pò sospettosa, guarda l'enorme piede di Paola e fa il segno eloquente di una portaerei. Io, in un pianto per le lacrime, suggerisco alla commessa che forse dovrebbe dargli un paio di calzine da uomo e questa inizia a ridere, ma a ridere, esce addirittura dal negozio, rientra, prova a trattenersi ma non riesce, ride e chiede scusa, ride, s'inchina e chiede scusa, ma poi torna a ridere. sorry sorry ahahahahahahaha sorry!
Impagabile.



MA POI SI TORNA SERI
E si capisce che il Giappone non si può descrivere in un blog, si prova un senso di vertigine, dopo sole tre settimane, a pensare di raccontare anche solo in modo approssimativo tutto quello che succede. Forse una scena cattura un petalo di fascino: Notte fonda, sono le 22 e non si vede più nulla, camminiamo a caso per le strade di Kyoto, io con la mia ossessione per i vicoli bui e stretti, Paola che finge di preferire la strada maestra. Una piccolissima luce proviene da un tempio ancor più minuto. Ci avviciniamo. Scritto a pennello grande color pece, retroilluminato da una candela a cera, su carta velina davanti a noi l'ideogramma "sogno".

Si torna seri e si vorrebbe raccontare dei mille riti che abbiamo fatto e faremo nostri, del nostro alzarci alle 5 del mattino perchè l'alba nei boschi di Bambù ti porta in un altro mondo, perchè a quell'ora nel mercato Tsukiji di Tokyo il sushi non è crudo ma vivo.

E mangiare galleggiando sul fiume, circondato da carpe di mille colori, e ascoltare sull'isola di Sado-ga-shima i tamburi giganti di Kodo, e vedere bruciare le montagne di Kyoto negli ideogrammi "grande" e "preghiera" con i legnetti della speranza portati da migliaia di persone, o passare attraverso le narici del Budda cosmico alto 18m per raggiungere l'illuminazione (Paola è passata tra gli stupori e le foto della folla che si era creata..di solito passano solo i bambini sotto i 10 anni... io, unico partecipante evidentemente fuori età e fuori misura ma bramoso dell'ascesi cosmica, mi sono incastrato in mezzo alla narice e mi hanno dovuto tirare fuori a forza...però con qualche dita ho trapassato la soglia mortale), e..., e..., e mille altre storie. Come fare a raccontarle?
LA SOLUZIONE E' NEL WATER

Perchè i water giapponesi sono unici al mondo. Per usarli hai bisogno di un piccolo diploma. Arrivi di corsa e dinanzi a te hai un monolite chiuso e sulla parete una seriedi tasti ( il record per ora è di 15). Provi ad alzare il coperchio ma c'è una resistenza meccanica. Allora guardi i tasti, schiacci quello per alzare il coperchio, poi, come si può capire dall'immagine, metti un pò di musica allo scroscio dell'acqua (in questa immagine non si può selezionare, ma tirare l'acqua e sentire il "Dies Ire" è stupendo!) poi schiacci il pulsante per...bhe insomma lo capite da soli!

O FORSE LA SOLUZIONE E' NEL TEATRO Nò. Ma è un'altra storia, un'altra seria risata.









giovedì 19 agosto 2010

Itinerario bislacco

Eccoci, alle lettere di protesta per il lento aggiornamento del blog non posso dire altro che il Giappone è così denso di cose da vedere che i giorni passano, come mai altrove, davvero velocemente.
Ma soprattutto il Giappone, a differenza dell'India o del Vietnam, per essere visitato necessita una programmazione rigida dell'itinerario, con prenotazioni anticipate anche di mesi per alberghi e i principali musei. Inutile dire che i due avventurieri avevano giusto prenotato la prima notte in capsula a Tokyo e già si vedevano a bere saké fino all'alba non sapendo dove dormire.
Ma due elementi decisivi ci hanno salvato dalla strada:
1- Un insospettabile lato maniacale del Raimondi capace di passare 4 ore a notte per prenotazioni di ogni tipo di ostello, ryokan, bettola etc. con Paola che giaceva sfinita (tutt'ora non ha capito dove si trova) già alla quarantasettesima variante.
2- Una sospetta tessera da giornalista camouflagé, che , oltre a farci entrare gratuitamente in tutti i musei, ci permetterà di partecipare come ospiti all'Earth Celebration il 22 Agosto a
Sado-ga-Shima, una delle feste più sentite dell'estate giapponese con lo strepitoso concerto dei suonatori di tamburo di Kodo.

Ora che il programma è definitivo ecco la strada fatta e da fare. A flashback nel tempo i lati più intriganti del viaggio:
8-9-10 Agosto: Tokyo
11: Nikko
12: Takayama
13-14-15-16-17: Kyoto
18: Kinosaki Onsen
19: Himeji
19-20: Hiroshima
21: Naoshima
22: Sado-ga-shima
23: Kanazawa
24-25: Nara
26: Koyasan
27: Ise
28: Magome e Tsumago
29: Inuiama
30: Dogashima e Shuzenji
31-1: Tokyo (e cena da Joel Robuchon)
2: Studio Ghibli!!!
3: Milano Linate

venerdì 13 agosto 2010

Un ponte che non esiste.

Shinkansen, bullet train, treno prioettile per un ponte che non esiste.
Leggi gli orari e non ci credi, Tokyo-Utsunomya: Locale 3ore.10min, Intercity 2ore.40min, Espresso 2ore.10min, Shinkansen 45minuti. Lo vedi passare alla stazione e hai paura.
Quando sali ti accorgi che è inutile cercare dal finestrino un punto di riferimento che non sia l'orizzonte. La vista è più lenta, la velocità la trasforma in memoria.
I colori delle cose; gli alberi, le persone, i fiumi nei templi, si sciolgono in vertiggine: un unico grande arazzo astratto. Sei un proiettile e sei pronto ad esplodere.